Rieti: La chiesa di San Francesco, la Cattedrale e il Monumento a San Francesco


Chiesa di S. Francesco a Rieti

Di stile gotico-romanico la chiesa di San Francesco, ubicata in una grande piazza, piazza San Francesco, nascosta alla fine di un vicoletto che parte dalla centralissima via Roma, a Rieti, fu edificata dai frati francescani nel 1200.

Del classico stile romanico la facciata, lineare e imponente, con il portale squadrato, sopraelevato in cima ad alcuni gradini in marmo con ai lati due serie di colonnine sormontate da alcuni piccoli archi sopra ai quali è posto il rosone, di dimensioni ridotte rispetto alle proporzioni della chiesa.

All’interno presenta una pianta a croce latina con tre navate, una grande al centro e due più piccole ai lati. Il soffitto a capriate un tempo era finemente decorato in stile barocco, andato persa con il terremoto del 1898, mentre sulle pareti è possibile ammirare gli affreschi, oggi in fase di restauro, di scuola giottesca che raccontano scene di vita vissuta di San Francesco.

In questa chiesa si custodisce la statua di Sant’Antonio da Padova – a cui è dedicata la prima cappella a sinistra – portata a spalla dai fedeli nei giorni che la città di Rieti dedica, a giugno di ogni anno, alla celebrazione del Santo.

Particolari opere di intervento furono necessarie nel 1600. Infatti, a causa della vicinanza con il fiume Velino e delle sue frequenti esondazioni, il pavimento fu rialzato di un paio di metri. Dotata originariamente anche di un chiostro, questo oggi ospita la sede del liceo scientifico Carlo Jucci.

Cattedrale Santa Maria madre di Dio

La Cattedrale venne consacrata da papa Onorio III nel 1225. Il campanile, iniziato nel 1252, presenta in ogni lato un doppio ordine di bifore e tre altorilievi marmorei incastrati sui fianchi, raffiguranti due leoni e un grifone. Alla base si legge ancora un brano di dipinto, in cattivo stato di conservazione, con il Miracolo della Campana (1510), di Marcantonio Aquili. A sinistra della facciata sorge il Battistero del  XIV secolo, coperto con due volte a crociera.  Attualmente ospita il museo dell’Opera del Duomo. Un ampio portico, voluto dal vescovo Capranica nel 1458, collega il Battistero alla Chiesa e al campanile.  La facciata della Chiesa, rimasta incompiuta nella parte superiore e in quella inferiore, fu restaurata in stile romanico nel 1941, è aperta da tre portali, di cui quello centrale romanico ornato con raffinati girali d’acanto, le tre lunette conservano affreschi della fine del Quattrocento. A sinistra della facciata sono incassati il sarcofago e lo stemma del vescovo Capranica. L’interno ha una sontuosa veste barocca, la pianta è a croce latina divisa in tre navate. Le navate erano separate da colonne; nel 1639 il cardinale Di Bagno, vescovo di Rieti, fece incorniciare le colonne da potenti pilastri rettangolari gettandovi cinque arconi per lato e coprì di volta il soffitto a travatura scoperta della navata centrale. La cupola attuale risale al 1794; il pavimento, del 1889, è stato recentemente rifatto sul modello precedente. I finti marmi dell’interno sono opera del reatino Cesare Spernazza (1884). Ai lati delle navate si aprono dieci cappelle che conservano capolavori di straordinario interesse, mentre una cappella affaccia sul transetto. Tra gli artisti che hanno lasciato la loro opera nella chiesa: Andrea Sacchi e Giovanni Antonio Mari su bozzetto del Bernini. La cripta, iniziata nel 1109, fu consacrata nel 1157. Costituita da un’unica navata scandita da sedici colonne in travertino, conserva frammenti di dipinti del XIV

 

MONUMENTO A SAN FRANCESCO
Nel piazzale adiacente la Cattedrale di Santa Maria Assunta.
Per quasi novant’anni, il monumento a san Francesco ha rappresentato un elemento identitario per la città grazie alla sensibile interpretazione dello scultore Cristo Giordano Nicoletti che affidò ad un sonetto l’anelito della sua ispirazione: «O San Francesco sol di luce vera/ ch’illuminasti ogni creatura/ accogli questa povera preghiera/ Sii benigno ancor con la scultura/ mostrami il tuo sorriso tal qual era/ sì che ne splenda questa tua figura». I lavori del Plus ce lo restituiscono destrutturato, privo dell’originario basamento sostituito da un’alta predella tesa come un trampolino su una vasca, le quattro pietre evocatrici dei santuari disposte a terra su una scacchiera con la scritta “Cammino di Francesco”. Secondo i progettisti, l’aggiunta dell’acqua costituirebbe un rinvio agli elementi delle Laudes Creaturarum. Il verde dell’aiuola era già nel primitivo assetto. Progettato tra il 1926 e il 1927, dal punto di vista burocratico il monumento era ampiamente storicizzato e avrebbe meritato di essere mantenuto per quel che era: con l’attuale riassetto, in nome di una pretesa riqualificazione, Rieti ha rinunciato ad un monumento barattandolo con un’insegna.